panorama città con albero in condominio

Come si valuta la stabilità di un albero?

Le nostre città e i nostri parchi sono sempre più spesso vittime di cedimenti degli arbusti più vecchi o malati che cadendo possono provocare gravissimi danni. Esistono delle procedure precise per accertare quale sia la pericolosità e, quindi, la stabilità di un albero che è opportuno conoscere e saper richiedere a un agronomo.

 

La valutazione della stabilità delle piante segue la metodologia VTA (Visual Tree Assessment, valutazione visiva dell’albero su basi biomeccaniche). Il Visual Tree Assessment è una metodologia di indagine, riconosciuta in molti Paesi, e adottata da vari Comuni italiani,  che viene eseguita per la valutazione delle condizioni strutturali dell’albero.

La valutazione di stabilità di un albero consiste nella identificazione tassonomica e nella descrizione morfologica, anatomica, biologica, fitopatologica e meccanica dell’albero al fine di determinarne la pericolosità, intesa come propensione al cedimento strutturale integrale o parziale.

Fine ultimo dell’indagine è stabilire il grado di pericolosità degli alberi presi in esame attribuendo loro una classe di propensione al cedimento all’interno di una scala di quattro valori definita dalle lettere che vanno dalla A  (rischio trascurabile) alla D (rischio estremo).

La valutazione di stabilità di un albero, in quanto analisi peritale, deve essere condotta da professionisti in possesso dei requisiti di legge (iscrizione agli albi professionali di riferimento) e con adeguata esperienza specifica comprovata a livello curriculare, sia come formazione che come prestazioni svolte. Generalmente il tecnico segue un “protocollo di indagine”, comunemente riconosciuto, messo in pratica dal gruppo di studio dei soci delle Società Italiana di Arboricoltura, che si divide in cinque passaggi.

La valutazione di stabilità step by step

 

  1. Oggetto e scopo della valutazione di stabilità degli alberi

Oggetto della valutazione di stabilità sono gli alberi in qualsivoglia sito, considerati ed esaminati singolarmente.

  1. Procedure di valutazione di stabilità degli alberi

La valutazione di stabilità di un albero ha inizio con un’analisi visiva dell’albero che può essere integrata da approfondimenti diagnostici e/o strumentali sulla base della sintomatologia riscontrata. L’analisi visiva consiste sempre in un’ispezione dettagliata dell’albero e della stazione in cui esso vegeta. Ciò richiede che il valutatore si muova intorno a tutto l’albero, osservando il sito, il colletto, il tronco e i rami. L’analisi visiva può includere l’uso di semplici strumenti al fine di acquisire ulteriori informazioni in merito alle condizioni dell’albero ed ai suoi difetti. L’analisi visiva consiste ordinariamente in una ispezione svolta a terra; i fattori interni dell’albero (al di sotto del piano campagna, o in quota, nella porzione superiore della chioma) possono essere non visibili o di difficile valutazione e quindi possono rimanere indeterminati. Indagini di natura visuale effettuate in chioma o ispezioni a livello radicale sono da considerarsi alla stregua di approfondimenti strumentali. La valutazione di stabilità di un albero si conclude con l’attribuzione della classe di propensione al cedimento (si fa riferimento classi di propensione al cedimento della Sia) ed è riferibile solo alle caratteristiche strutturali dell’albero indipendentemente dal bersaglio che attiene alla valutazione del rischio e potrà essere considerata separatamente se richiesto dal committente. La valutazione di stabilità ha una validità temporale e fissata a discrezione del valutatore. Tale validità (turno di ricontrollo) non potrà essere superiore a quanto indicato dalla classe di propensione al cedimento a cui viene attribuito l’albero. La valutazione, tuttavia, è riferita alle condizioni verificate al momento del rilievo temporale della valutazione e quindi coincide con il turno di ricontrollo, fatto salvo il verificarsi di cambiamenti molto particolari quali eventi meteorologici estremi, l’insorgenza di patologie o lo svolgimento di attività sull’albero o intorno ad esso, che possono modificare, successivamente alla valutazione, le condizioni e la propensione al cedimento dell’albero stesso. L’abbattimento di soggetti morti o fortemente deperienti con scarse prospettive di vita può essere prescritto, purché tale parere venga espresso con le motivazioni che gli sono proprie.

  1. Restituzione dei dati al committente

Le fasi della valutazione di stabilità (anamnesi, diagnosi, prognosi, prescrizioni) saranno descritte in una specifica relazione tecnica, datata e sottoscritta dal rilevatore, accompagnata da una scheda sintetica di riferimento e da fotografie. Con indicazioni della classe di propensione al cedimento.

  1. Prescrizioni, cure colturali e indicazioni tecnico-operative

Negli elaborati e nella scheda VTA saranno individuate le operazioni agronomiche ed arbori colturali per mantenere o migliorare lo stato nutrizionale, fitosanitario e statico dell’albero.

  1. Limiti della valutazione di stabilità

La valutazione di stabilità comporta intrinsecamente un grado di incertezza, connaturato in maniera incomprimibile alla natura vivente dell’albero e alla ancora limitata conoscenza dei processi naturali, all’incapacità di predire l’intensità degli eventi climatici e le loro conseguenze potenziali sugli alberi.

La valutazione di stabilità ha lo scopo di valutare la pericolosità degli alberi e non il rischio connaturato alla convivenza di alberi e uomini, la cui analisi e valutazione è oggetto di specifiche procedure.

È necessario distinguere ruoli e responsabilità tra le figure coinvolte nella gestione dell’albero: il gestore dell’albero, il valutatore della stabilità e l’arboricoltore che attua le prescrizioni impartite dal valutatore.

I piccoli rami o le ramificazioni di modesta importanza non sono oggetto di indagine. Il cosiddetto secco fisiologico può dare origine a distacchi e cedimenti che in qualche modo potrebbero anche essere pericolosi ma sono oggetto degli interventi colturali ordinari delle alberate

 

Conclusioni

In conclusione potremmo paragonare la VTA a cui sottoponiamo il nostro albero, come alla revisione periodica che facciamo alla nostra automobile. Spesso può essere solo un adempimento burocratico, ma a volte può fornirci indicazioni su difetti importanti in atto a cui non avevamo posto attenzione per abitudine.

di Gino Francesco Vannucci, agronomo